Le ustioni gravi rappresentano una delle condizioni cliniche più complesse e delicate da trattare. Nei grandi ustionati, il danno non riguarda solo la pelle, ma coinvolge l’intero organismo, con gravi perdite di sangue, liquidi e componenti essenziali. In questo contesto, le piastrine diventano una risorsa terapeutica fondamentale.
Cosa sono le piastrine e perché sono così importanti
Le piastrine, o trombociti, sono piccole cellule del sangue prodotte dal midollo osseo. Il loro compito principale è la coagulazione: intervengono rapidamente per fermare le emorragie e avviare i processi di riparazione dei tessuti.
Nei pazienti ustionati, la distruzione della barriera cutanea e le frequenti procedure chirurgiche rendono il rischio di sanguinamento costante, aumentando il fabbisogno di piastrine.
Il ruolo delle piastrine nella cura dei grandi ustionati
Nei centri ustioni, le piastrine sono utilizzate per:
- controllare le emorragie, spesso diffuse e difficili da gestire;
- sostenere la cicatrizzazione e la rigenerazione dei tessuti;
- ridurre le complicanze legate a interventi chirurgici ripetuti, come innesti cutanei;
- supportare pazienti che sviluppano alterazioni della coagulazione durante la fase critica della malattia.
Un grande ustionato può necessitare di trasfusioni ripetute nel corso della degenza, rendendo le piastrine un presidio terapeutico indispensabile.
Quante piastrine servono
Una singola trasfusione può richiedere una o più unità di piastrine, e il consumo è spesso elevato.
A questo si aggiunge un fattore critico: a differenza di altri emocomponenti, le piastrine hanno una durata di conservazione molto breve: circa 5 giorni. Questo significa che non possono essere immagazzinate a lungo, per cui è necessaria una disponibilità continua e costante.
Quando manca la donazione, manca la cura.
Come si ottengono le piastrine per le terapie
Le piastrine utilizzate per i pazienti ustionati provengono esclusivamente dalla donazione volontaria e possono essere raccolte in due modi:
- Donazione di piastrine in aferesi: è una donazione più lunga, ma mirata, in cui una macchina separa e raccoglie solo le piastrine, restituendo al donatore gli altri componenti del sangue. Con una sola donazione si ottiene una quantità sufficiente per una trasfusione.
- Donazione di sangue intero: dal sangue donato vengono separate le piastrine in laboratorio. Poiché la quantità ottenuta da una singola donazione è limitata, le piastrine di più donatori vengono unite per formare un pool: in media, una sacca di piastrine deriva da circa 4 donazioni di sangue intero.
Entrambe le modalità sono essenziali per garantire le cure ai pazienti più gravi.
Scopri i diversi tipi di donazione che puoi fare in AVIS.
Un gesto che può salvare chi ha subito un’ustione grave
Per una persona con ustioni estese, le piastrine non sono solo un supporto terapeutico: spesso sono una condizione necessaria per sopravvivere e guarire.
Donare piastrine, o donare sangue intero da cui verranno ricavate, significa offrire una possibilità concreta di cura a chi affronta uno dei percorsi clinici più duri.
Donare è un atto di solidarietà che si trasforma in cura.
Ogni donazione può fare la differenza nella vita di un grande ustionato.
L’appello di AVIS: oggi più che mai
Dietro ogni sacca di piastrine non c’è solo un numero: c’è un volto, una storia, una speranza; c’è un ragazzo, una persona che aspetta di poter affrontare il prossimo intervento; c’è una famiglia che aspetta un segnale di miglioramento.
AVIS lancia un appello urgente:
donare piastrine – o donare sangue intero – significa trasformare la solidarietà in una cura concreta, oggi, adesso.
Di fronte a tragedie come quella dell’incendio di Crans-Montana, nessuno può restare indifferente. Il fuoco ha colpito all’improvviso.
La risposta, invece, può e deve partire da noi.
Dona. Perché per chi è ustionato, il tempo è vita.
E le piastrine, oggi, possono essere la differenza.
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