Una giornata da Donatore, 5 anni dopo

GiornatadonatoreimmCiao a tutti,

circa 5 anni fa avevo scritto un articolo su com’era andata la mia giornata da donatore (Una giornata da Donatore – Articolo del 28/08/2014).

Ecco com’è cambiata, in meglio, dopo 5 anni.

Sveglia mattutina, colazione leggera, un tè e qualche biscotto secco (Prima andavo a digiuno), solito tran-tran familiare, e alle 9.00 procedo verso l’ospedale Maggiore di Niguarda.

Da alcuni anni ho notato una particolare attenzione e scrupolosità nelle procedure, dall’accoglienza al termine della donazione, percependo un notevole miglioramento del servizio e diminuendo drasticamente il tempo complessivo della donazione.

A livello di strumentazione c’è stato un elevato progresso tecnologico.

Mi presento alla donazione, che avevo prenotato qualche settimana prima (Tel. 02/70635020 _Scelta 1) (5 anni fa non esisteva il servizio di prenotazione) e faccio il check-in allo sportello.

Compilo il modulo nella hall del reparto e attendo la chiamata del medico che solitamente arriva puntuale dopo qualche minuto.

Nel frattempo mi chiamano per l’esame dell’emoglobina (Prima veniva fatto dopo la visita con il medico).

Finito l’esame, vengo chiamato per andare dal medico.

Scambio due chiacchiere con il medico per agevolare il rapporto “donatore e medico” e si passa al controllo della pressione e di altri parametri. Brevissima attesa per spostarmi all’interno della sala donazione.

Dopo svariati anni, con gli infermieri si è creato un clima amichevole e cercano in tutti i modi di mettermi a mio agio (Non preoccupatevi, lo fanno con tutti!).

Scelta della poltrona “Professional” (Una delle più comode mai provate!), scelta del braccio, domande di rito per confermare l’identità e  inizia la donazione.

Per “sorvegliare” che tutto proceda correttamente gli infermieri fanno qualche domanda colloquiale e passano i “5 minuti” della donazione che saranno indispensabili per la vita di qualche altra persona!

A questo punto la frase di routine: “Tieni premuto bene il cotone per 5 minuti” per rimarginare il buco e poi altri 5 minuti di relax sulla poltrona. Nel frattempo viene misurata la pressione.

Alla fine della donazione, c’è un angolo ben allestito, per ristorarsi.

Devo dire che a livello di gentilezza e cura del donatore mi sono trovato sempre molto bene!

Ringrazio tutti gli operatori!

Autore: Christian Vianello – Consulente Web Marketing



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L' Associazione Volontari Italiani del Sangue è un'associazione apartitica, aconfessionale, senza fini di lucro, nata con lo scopo di promuovere la cultura della solidarietà e del dono del sangue come elemento fondamentale di una società che pone al centro la persona.
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