Meglio fare sport o dormire?

Se vi sentite in colpa perché non riuscite a svegliarvi abbastanza presto per fare attività fisica prima di andare in ufficio? Non è detti che dobbiate sentirvi in colpa. Due esperti si sono confrontati in un articolo de Il Corriere della Sera : Luigi Ferini Strambi, primario del Centro di Medicina del Sonno dell’ospedale San Raffaele di Milano e Gianfranco Beltrami, specialista in Medicina dello Sport, vicepresidente nazionale della Federazione Medico Sportiva Italiana.

Secondo Strambi lo sport è alla base di uno stile di vita sano, ma  «Privarsi del sonno per fare attività sportiva di sicuro non è positivo — sottolinea  —: dormire poco comporta rischi a ogni livello, ad esempio indebolisce il sistema immunitario, favorisce l’aumento di peso, le malattie cardiovascolari e il diabete. Non dimentichiamo che negli Stati Uniti hanno deciso di iniziare la scuola un’ora più tardi per migliorare il rendimento degli studenti. Quindi, se bisogna scegliere, meglio optare per sette ore di sonno a notte: il “minimo sindacale”.

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Anche Beltrami concorda: sacrificare il sonno per correre (o fare altri allenamenti) fa male». Bisogna calibrare gli esercizi in base al proprio bio ritmo. «Ci sono i “gufi” e le “allodole”, ormai lo sappiamo: il ritmo circadiano di una persona che si sveglia presto favorisce lo sport mattutino. Per i gufi, invece, può essere un problema: se vanno a letto tardi e si alzano dopo sei ore per uscire, vanno a correre durante la loro “notte biologica”. Se invece ci si riesce a coricare alle dieci di sera si può anche alzarsi alle sei di mattina». «Non dimentichiamo poi il fattore età — aggiunge Beltrami —: col passare degli anni la melatonina (l’ormone che induce il sonno) cala e quindi si fa meno fatica ad alzarsi presto».

 

 



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