Lo smog limita le capacità di apprendimento

Che lo smog sia pericoloso per la salute è cosa nota. Forse non tutti sanno però che può influire anche sulla nostra intelligenza. Riportiamo di seguito un interessante articolo di Sergio Harari per il Corriere della Sera sul tema.

 

Le metropoli europee dovrebbero cominciare a chiedersi quanto giochi l’inquinamento atmosferico sulle performance intellettive di adulti e bambini. Perché sono ormai molti gli studi che documentano come disturbi di vario grado dell’apprendimento siano correlati ai particolati e ad altri inquinanti. Scopriamo così che le nostre capacità mentali sono influenzate non solo da alcolici, fumo e stili di vita ma anche dall’aria che respiriamo. Ad esempio, gli economisti Avraham Ebenstein, Victor Lavy e Sefi Roth hanno riscon-trato come un modesto aumento nelle concentra-zioni di particolato si associ a performance inferiori degli studenti israeliani. Gli studiosi hanno anche stimato che una esposizione breve all’inquinamento degli universitari si traduca, in termini di efficienza, nella perdita di 0,15 anni di corsi e di 30 dollari al mese. Ricercatori cinesi hanno invece valutato le performance professionali di impiegati della stessa società che lavoravano in uffici ubicati in diverse città del Paese e correlato il dato alle concentrazioni di inquinanti: livelli simili a quelli che respiriamo in Europa causavano un calo della produttività del 5-6%, un dato enorme se pensiamo alle ripercussioni per una grande azienda. Un altro studio condotto a Boston ha messo in relazione i valori di black carbon con una riduzione significativa dei livelli cognitivi, di intelligenza e memoria nei bambini di 9-10 anni di età. Mentre medici spagnoli hanno descritto gli effetti nocivi su una coorte di 3.000 bambini dell’inquinamento da traffico che, attraverso meccanismi infiammatori che si innescano a livello cerebrale, influenza negativamente lo sviluppo intellettuale. I dati, poi, che legano malattie neurodegenerative come le demenze all’inquinamento sono molti e scientificamente solidi. Esistono quindi considerazioni che vanno oltre la salute e travalicano nella sfera economica e della possibile attrattività delle metropoli. Un giorno non molto lontano anche la qualità dell’aria potrà diventare un elemento da valutare nella scelta di una nuova sede lavorativa. Per una multinazionale o ancor di più per il singolo professionista, perché l’aria è ormai diventata una componente essen-ziale della qualità della vita. La strada per attrarre risorse professionali e di mercato passa anche e sempre più dal respiro.



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