Giornata mondiale Alzheimer

Smiling adult daughter supporting sad senior mother. Pretty young woman visiting mum in nursing home. Family concept

La Giornata Mondiale dell’Alzheimer si terrà il prossimo 21 settembre e sarà davvero molto importante per fare luce su una patologia sempre più tristemente diffusa.

Tale evento è stato istituito dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) a partire dal 1994, in collaborazione con la ADI (Alzheimer’s Disease International). Si tratta di un’iniziativa essenziale per sottolineare quanto una simile malattia possa causare problemi estremamente gravi. Col passare degli anni, numerose organizzazioni si sono occupate del problema al fine di ridurne l’incidenza sulle persone entrate in un’età abbastanza avanzata.

Diversi studi sono stati portati avanti per risolvere la situazione alla radice. Si parla, infatti, dell’introduzione di un possibile vaccino contro la demenza e l’Alzheimer, secondo quanto riportato da un articolo pubblicato su Alzheimer’s Research & Therapy. Gli scienziati dell’Institute for Molecular Medicine e dell’Università della California stanno collaborando per fare in modo che il trattamento preventivo possa essere diffuso il prima possibile. I relativi test sono stati già provati sui topi con risultati soddisfacenti e si spera che, nei prossimi mesi, lo stesso possa accadere anche per gli esseri umani.

Sarebbe senz’altro una scoperta rivoluzionaria, un passo avanti non di poco conto nella lotta contro l’Alzheimer, un morbo tra i più terribili e pericolosi dei nostri tempi. Esso si manifesta tramite una progressiva perdita della memoria, oltre ad un peggioramento repentino di varie funzioni cognitive. Tutto ciò è dovuto ad alterazioni cerebrali, che mettono a rischio le attività quotidiane di ogni paziente e creano problemi seri anche a chi vive a suo stretto contatto.

Nella maggior parte dei casi, il declino che porta al morbo di Alzheimer inizia a manifestarsi già all’età di 50-60 anni, secondo quanto confermato da uno studio portato a termine dall’Università di Londra. Non è facile saper cogliere i sintomi clinici che possono precedere una simile malattia, ma è possibile ritardarla attraverso una serie di elementi essenziali nella vita quotidiana. Tra questi, l’attività fisica, lo studio, le relazioni sociali, un corretto stile di vita, una dieta sana ed equilibrata.

Autore: Christian Vianello

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