Come mantenere i buoni propositi per il 2019

Anno nuovo, vita nuova e va da se anche tantissimi buoni propositi. Non c’è inizio d’anno che non porti con sé promesse e obiettivi, che però non sempre vengono mantenuti. Come fare, invece, per portarli a termine?
Qualche suggerimento arriva da Paul Marciano, psicologo comportamentale e autore di “Carrot and sticks don’t work” (www.paulmarciano.com). Esperto di modificazione del comportamento e motivazione, il dottor Marciano  propone di non focalizzarsi unicamente sulla forza di volontà, ma di partire dalla radice dei processi motivazionali. “Il nostro mondo è definito dalle parole che usiamo. Per questa ragione, è importante cambiare quelle che utilizziamo per descrivere i nostri propositi per il nuovo anno”. La prima cosa da fare, dunque, è assicurarsi che il passato non influenzi il futuro. “Può succedere di non essere riusciti a portare a termine qualcosa che ci eravamo prefissi, ma questa non può essere una ragione fallire adesso. Quindi, evitate di usare frasi che implicano questa possibilità, tipo: “Sto cercando di…”. Il vostro obiettivo, infatti, non è provare, ma riuscire”. Il secondo gruppo di parole a cui fare attenzione sono quelle che, a volte in modo subliminale, fanno sentire in difetto. “Il condizionale è un interprete perfetto. Verbi come “dovrei” dicono molto di più della parola stessa”. A questo proposito, bisogna riflettere anche sull’unità di misura utilizzata per valutare i propri progressi. “Le persone con una bassa autostima, tendono a porsi obiettivi troppo ambiziosi, per dimostrare che non li riescono a raggiungere. Oppure, troppo semplici, per confermare il loro disvalore, visto pensano che siano raggiungibili da chiunque”. In realtà, anche se non centriamo al 100% l’obiettivo, bisogna ricordare che un risultato parziale che è decisamente meglio di nulla.

La seconda parte della strategia riguarda la messa a punto del piano: “Una delle ragioni per cui tendiamo a non rispettare le risoluzioni è perché si tratta di obiettivi troppo generici. Le persone si focalizzano risultato finale, ma la verità, è che bisogna concentrarsi sui comportamenti che portano al risultato desiderato”. La tradizionale lista, infatti, non è un punto di partenza. Classico esempio chi dice di voler migliorare il proprio rapporto di coppia. “Bisogna chiarire esattamente cosa comprende questa definizione”. Per capire se il proprio piano è realizzabile, basterebbe ipotizzare uno “stranger test”. Dovremmo cioè chiederci se, sottoponendo il nostro progetto a una persona che non ci conosce, sarebbe in grado di valutare cosa vogliamo fare. Se la risposta fosse no, è il caso di rimettere mano al progetto che dovrebbe essere composto da passi accessibili: “Pensate ai propositi del nuovo anno come a una maratona. Nessuno si mette per strada per correre quaranta chilometri da zero: si comincia con un chilometro e si va avanti per piccoli passi incrementali”. Un proposito del nuovo anno, per quanto ambizioso, dovrebbe essere suddiviso per tappe. “Ci vuole una piattaforma per il cambiamento. Anche in questo caso, attenzione alle parole: date la precedenza a concetti positivi. Quindi, invece di “smettere di fumare”, proponetevi piuttosto di “prendervi cura della vostra salute” e dettagliate esattamente in che modo volete farlo e quali cambiamenti di abitudine dove introdurre per riuscirci”.

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Infine, c’è la variabile della motivazione. Se è vero che non tutti sono motivati internamente, il supporto esterno è critico: “Come nel caso delle sfide collettive, per esempio a compiere un certo numero di passi monitorati dai fitness tracker, pubblicizzare gli obiettivi evita il rischio di arenarsi. La pressione dei pari, infatti, è un grandissimo aiuto”. In questo senso, i figli sono una fonte straordinaria di motivazione. “Mi capita di parlare con moltissime persone che mi dicono che hanno deciso di fare qualcosa pensando ai loro figli”. Riuscire in quello che ci si prefigge è molto importante anche per un’altra ragione: “Una volta in cui avete fatto esperienza del successo, siete più portati a replicarlo. In qualche modo, riuscire rafforza la determinazione”. Per fare in modo che, con il passare dei giorni i propositi non finiscano nel dimenticatoio, Marciano suggerisce la metafora del sasso e del barattolo. “Se volete mettere un sasso e della sabbia in un barattolo di vetro, potete farlo in due modi: se prima mettete la sabbia, non rimane più spazio per il sasso. Invece, se prima infilate il sasso, la sabbia occuperà lo spazio vuoto”. Come a dire, non è vero che non abbiamo tempo: dobbiamo fare la cosa a noi più cara prima di ogni altra.



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