Giornata mondiale contro l’AIDS – 1 dicembre 2017

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La sindrome da immunodeficienza acquisita, malattia conosciuta in modo più immediato con la sigla AIDS, è una malattia che incute molta paura e che ha provocato la morte, negli anni, di molti milioni di persone.  Anche oggi, soprattutto nei paesi sottosviluppati, l’AIDS è una malattia presente e che rappresenta una vera e propria piaga delle popolazioni affette.
La malattia è causata da un virus, il famoso virus HIV, che se non opportunamente controllato può causare l’immunodeficienza: con queste complicazioni, l’individuo diventa molto più soggetto a contrarre infezioni e a sviluppare neoplasie, pertanto può andare incontro alla morte.
È molto importante conoscere il modo in cui il virus si propaga, al fine di mettere in atto un’ottima attività di prevenzione: il retrovirus HIV si accumula principalmente nel sangue e nei fluidi sessuali, pertanto viene trasmesso da un individuo all’altro con rapporti sessuali non protetti e con il contatto diretto di ferite; non sono invece responsabili del contagio lo scambio di baci (salvo nei casi in cui siano presenti microulcere nel cavo orale), le strette di mano e molte altre comuni attività.

È inoltre importante sapere che, benché al momento non esista una vera e propria cura che riesca a debellare il virus dell’HIV dall’organismo, sono in ogni caso presenti farmaci che permettono di controllare l’infezione e che permettono all’individuo sieropositivo di vivere la propria quotidianità in modo quasi normale, con un’ottima aspettativa di vita.

Messaggi, questi, che si vogliono tramandare a tutta la popolazione il 1 dicembre, in occasione della giornata mondiale della lotta contro l’HIV/AIDS. Lotta che non va intesa solo come ricerca e supporto alla scienza per sconfiggere questo male, ma da intendere come comunicazione del pericolo e – soprattutto – prevenzione. La prevenzione, a sua volta, consiste non solo nel non praticare comportamenti che possano mettere a rischio la propria salute, ma anche nel sottoporsi  alle  analisi dopo aver vissuto un’esperienza a rischio (che non è solo un rapporto occasionale, ma anche lo scambio di materiale contaminato dal sangue, di semplice contatto con sangue di una persona che non si conosce).
Benchè l’HIV non sia più, almeno in occidente, una piaga sociale, è certamente un problema che ancora esiste: l’Istituto Superiore di Sanità, nel 2016, ha affermato che in Italia, nell’arco del 2015, sono stati diagnosticati più di 3400 nuovi casi di HIV, con un’incidenza maggiore soprattutto tra i giovani (per saperne di più, consultare il sito http://www.iss.it/pres/?lang=1&id=1710&tipo=6): l’informazione è fondamentale per arginare il più possibile il problema.

Numerose sono le iniziative già organizzate per celebrare la giornata (come nel caso della città di Trieste, che ha già rilasciato online un bando per partecipare agli eventi che prendono il nome di “più o meno positivi”), mentre molte altre saranno pubblicate nei prossimi giorni in diverse zone dell’Italia, con l’obiettivo comune di dare supporto a chi vive con questo peso e di sollecitare i probabili interessati a sottoporsi alle analisi al fine di scongiurare il contagio da HIV o, in presenza dello stesso, a sottoporsi con celerità alle cure necessarie. La giornata, tuttavia, deve essere anche un pretesto per lasciare qualcosa di importante in chi ascolta, e deve ricordare che le informazioni acquisite devono essere ricordate sempre, e non solo in occasione della celebrazione, al fine di vivere la propria vita in totale sicurezza, senza però rinunciare alle proprie passioni.

Autore: Avis Milano



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