Un donatore di sangue su mille scopre un’infezione

Un donatore di sangue su mille scopre un'infezioneLa donazione del sangue se da una parte è un gesto nobile attraverso cui puoi donare gratuitamente del sangue che verrà poi smistato a coloro che hanno necessità, dall’altra ti permette di cautelare la tua salute, il sangue donato è sottoposto a controlli al fine di verificare che il donatore sia in salute e privo di malattie veneree e trasmissibili.
Laddove dai risultati delle analisi il donatore risulti positivo ad un’infezione, il suo sangue non è utilizzato per le trasfusioni, ma, naturalmente, viene prontamente avvisato per approfondire il suo stato clinico e sottoporsi ad adeguata terapia.

“Centro nazionale sangue”

Il “Centro nazionale sangue” alla luce di quanto emerso negli ultimi dati statistici sta cercando di rendere le donazioni del sangue ancora più sicure, con un sguardo all’Europa, si sta puntando a creare dei sistema di sicurezza comuni.
Ogni anno il “Centro nazionale sangue” redige delle statistiche di carattere scientifico-medico con lo scopo di controllare e fornire informazioni medico-sanitarie di interesse sociale in merito alla donazione del sangue.

Tra le indagini affrontate il Cns ha evidenziato come nel 2017 circa un donatore su mille fosse affetto da un’infezione del sangue senza esserne a conoscenza.
Con maggior precisione l’indagine del Cns ha dimostrato che all’incirca due mila candidati alla donazione hanno dovuto rinunciare a donare il proprio sangue perché malati, la maggioranza sono risultati affetti da “epatite b/c” , la minoranza da “HIV” e “sifilide”.

Trasfusioni sicure: cosa fare

La donazione del sangue in Italia è un atto che avviene a titolo totalmente gratuito, è un gesto d’amore che può essere rivolto nei confronti di un parente o di un estraneo.
La gratuità dell’azione dovrebbe, pertanto, garantire che il donatore non sia affetto da nessuna patologia o malattia venerea trasmissibile o tale da poter compromettere l’utilizzo del sangue.
Tuttavia, come si è dimostrato, non sempre il donatore è consapevole di avere un virus o una malattia trasmissibile, perché alcune non producono nella fase embrionale o primaria particolari sintomi e molte possono essere diagnosticate, soltanto, mediante prelievo.
Quindi alla buona fede del donatore seguono dei controlli sul sangue dello stesso, con test generici e , poi, approfonditi, anticipati dalla redazione di un questionario in cui al donatore vengono fatte una serie domande sul suo percorso clinico nonché sul proprio quadro familiare.
Tale questionario permette di avere un primo quadro clinico del donatore viene chiesto allo stesso se assume medicinali, se ha avuto rapporti sessuali sicuri, se ha in famiglia casi di malattie geneticamente ereditarie, si pongono domande sul proprio stile di vita a cui si augura egli risponda con la diligenza e la coscienza del cosiddetto “buon padre di famiglia”.

A seconda del periodo in cui avviene la donazione, i controlli sul sangue possono riguardare anche virus di stagione come il “West Nile”, uno stato febbrile tale da poter condurre nei casi più gravi alla meningite.

Immgine: <a href=”https://www.freepik.com/free-photos-vectors/heart”>Heart photo created by freepik – www.freepik.com</a>

https://www.freepik.com/free-photo/doctor-presenting-plastic-heart_1092838.htm

Autore: Christian Vianello



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L' Associazione Volontari Italiani del Sangue è un'associazione apartitica, aconfessionale, senza fini di lucro, nata con lo scopo di promuovere la cultura della solidarietà e del dono del sangue come elemento fondamentale di una società che pone al centro la persona.
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